
La spalla è una delle articolazioni più mobili del nostro corpo, consentendoci di compiere una vasta gamma di movimenti. Tuttavia, quando questa preziosa articolazione viene compromessa da condizioni come l’infiammazione alla cuffia dei rotatori, potrebbe essere necessario richiedere un intervento chirurgico come la protesi inversa di spalla.
La protesi inversa di spalla è un intervento chirurgico innovativo, spesso indicato per pazienti con artrosi della spalla e rottura dei tendini della cuffia dei rotatori. Questo intervento prevede l’impianto di una protesi di spalla inversa, che altera la biomeccanica dell’articolazione gleno-omerale, utilizzando il muscolo deltoide come principale motore per il movimento.
Il chirurgo ortopedico deve valutare attentamente il rischio di complicanze, come infezioni o lussazioni, specialmente in pazienti con fratture o lesioni ossee.
Dopo l’intervento chirurgico, è fondamentale avviare un percorso di riabilitazione che comprende la fisioterapia e la mobilizzazione per ripristinare la funzionalità della spalla.
L’intervento di protesi inversa comporta un aumento dell’esposizione chirurgica e del rischio di complicanze, rendendo essenziale una corretta pianificazione pre-operatoria.
I chirurghi devono prestare particolare attenzione alla glena e all’omerale per garantire un posizionamento ottimale della protesi totale. La riabilitazione della protesi inversa è un processo lungo e richiede un tutore e una graduale intensificazione degli esercizi per rinforzare il muscolo deltoide e migliorare la mobilità.
L’approccio riabilitativo è cruciale per il successo a lungo termine dell’intervento chirurgico, specialmente in pazienti con una spalla associata a rottura dei tendini della cuffia.
In questo articolo, esploreremo cosa sia esattamente la protesi inversa di spalla, come l’infiammazione alla cuffia dei rotatori possa portare a tale intervento, i sintomi associati all’infiammazione, i vari test utilizzati per valutare la necessità dell’intervento, i tempi di recupero, le complicanze e controindicazioni, le attività di vita quotidiana post-intervento e l’importanza della fisioterapia nel processo di recupero.
Che cos’è la protesi inversa di spalla?
La protesi inversa di spalla è un intervento chirurgico complesso che coinvolge la sostituzione dell’articolazione della spalla con un dispositivo artificiale (protesi anatomica). Questo tipo di protesi è progettato per pazienti con danni gravi alla cuffia dei rotatori o altre condizioni che rendono l’articolazione della spalla instabile.
A differenza delle protesi convenzionali, dove la sfera è collocata nell’omero e la cavità glenoide è nel corrispondente incavo della scapola, nella protesi inversa la sfera è collocata nella scapola e la cavità glenoide è nella parte superiore dell’omero. Questo cambiamento di anatomia contribuisce a migliorare la stabilità e la funzionalità dell’articolazione in pazienti con danni significativi alla cuffia dei rotatori.
Come l’infiammazione alla cuffia dei rotatori porta alla protesi inversa di spalla
L’infiammazione alla cuffia dei rotatori è una condizione dolorosa che coinvolge i muscoli e i tendini che circondano l’articolazione della spalla. Questa infiammazione può derivare da invecchiamento, uso eccessivo o lesioni. Nel corso del tempo, se non trattata adeguatamente, l’infiammazione può causare un deterioramento della cuffia dei rotatori, rendendo l’articolazione instabile e limitando notevolmente la gamma di movimenti possibili.
In alcuni casi, l’infiammazione cronica può portare a una degenerazione irreversibile della cuffia dei rotatori. Quando questa situazione raggiunge un punto critico e il paziente sperimenta dolore cronico e compromissione della funzionalità, i medici possono considerare l’opzione della protesi inversa di spalla per ripristinare la mobilità e ridurre il dolore.
Sintomi dell’infiammazione alla cuffia dei rotatori
L’infiammazione alla cuffia dei rotatori può manifestarsi attraverso una serie di sintomi, che possono variare in intensità da lieve a grave. I sintomi più comuni includono:
- Dolore: Il dolore può essere localizzato all’interno della spalla o irradiarsi lungo il braccio. Può essere acuto o sordo e tende a peggiorare durante l’uso dell’arto.
- Debolezza: L’infiammazione e il danneggiamento della cuffia dei rotatori possono causare debolezza muscolare nell’area della spalla e del braccio.
- Limitazione dei movimenti: A causa del dolore e della ridotta stabilità dell’articolazione, i pazienti possono avere difficoltà a compiere movimenti come alzare il braccio sopra la testa o ruotarlo.
- Scricchiolii: Talvolta, i pazienti possono avvertire sensazioni di scricchiolio o scatto durante i movimenti della spalla.
Se i sintomi persistono nonostante il trattamento conservativo, potrebbe essere necessario valutare l’opzione chirurgica.
Valutazione e test per l’intervento di protesi inversa di spalla
Prima di raccomandare un intervento di protesi inversa di spalla, i medici eseguiranno una serie di test e valutazioni per determinare se il paziente è un candidato adatto, comprendendo il tipo di intervento da effettuare. Questi test includono:
- Test di Jobe: Questo test valuta la forza e la stabilità della cuffia dei rotatori. Il paziente sarà invitato a sollevare il braccio in avanti contro la resistenza applicata dal medico.
- Test di Patte: Questo test verifica la forza e la stabilità della cuffia dei rotatori durante i movimenti laterali del braccio.
- Test di Apley: Questo test valuta la mobilità dell’articolazione della spalla e può aiutare a rilevare eventuali limitazioni o dolore durante la rotazione dell’omero.
- Test Sottoscapolare: Questo test verifica la forza e la funzionalità del muscolo sottoscapolare, che è uno dei quattro muscoli della cuffia dei rotatori.
- Test della Cuffia dei Rotatori: Questo test coinvolge una serie di movimenti passivi e attivi dell’articolazione della spalla per valutare la forza e la mobilità della cuffia dei rotatori.
Basandosi sui risultati di questi test e sulla gravità della condizione del paziente, il medico può determinare se l’intervento di protesi inversa di spalla è la migliore opzione.
Riabilitazione dopo intervento di protesi inversa di spalla
I tempi di recupero dopo un intervento di protesi inversa di spalla possono variare notevolmente da persona a persona. Tuttavia, è importante avere delle aspettative realistiche riguardo al processo di guarigione. Di solito, i pazienti trascorrono alcuni giorni in ospedale dopo l’intervento per monitorare la loro condizione e iniziare la riabilitazione precoce.
Nelle prime settimane dopo l’intervento, il braccio operato sarà generalmente tenuto in un tutore o una borsa a cuscino per proteggere l’articolazione e favorire la guarigione. Durante questo periodo, i pazienti possono sperimentare dolore, gonfiore e sensazione di debolezza.
Dopo circa sei settimane, inizierà la fase di riabilitazione più intensiva, che comprende la fisioterapia. La fisioterapia è un elemento fondamentale del recupero dopo la protesi inversa di spalla, poiché aiuta a ripristinare la forza muscolare, la mobilità e la flessibilità dell’articolazione. Gli esercizi fisioterapici saranno personalizzati in base alle esigenze individuali del paziente e saranno graduati nel tempo per evitare lesioni.
Possibili complicanze e controindicazioni della protesi di spalla inversa
Come con qualsiasi intervento chirurgico, la protesi inversa di spalla comporta rischi e complicanze potenziali. Alcune delle possibili complicanze includono infezioni, sanguinamento e problemi di cicatrizzazione. È importante discutere con il medico i potenziali rischi prima di prendere una decisione sull’intervento.
Non tutti i pazienti sono candidati adatti per la protesi inversa di spalla. Alcune controindicazioni potrebbero includere problemi di salute generale che aumentano il rischio di complicanze post-operatorie, come malattie cardiache gravi o problemi polmonari.
Attività di vita quotidiana dopo l’intervento
Dopo il recupero completo, molti pazienti che hanno subito una protesi inversa di spalla possono godere di un notevole miglioramento della qualità della vita. Tuttavia, è importante essere consapevoli delle limitazioni e delle attività che potrebbero richiedere cautela. Alcune attività che potrebbero essere limitate o evitate includono sollevare pesi eccessivi, praticare sport ad alto impatto o compiere movimenti bruschi e ripetitivi con il braccio operato.
Riabilitazione dopo una protesi inversa di spalla
Il percorso riabilitativo dopo una protesi inversa di spalla è fondamentale per recuperare la mobilità e la funzionalità dell’arto operato. A differenza della protesi anatomica di spalla, che cerca di riprodurre la biomeccanica naturale dell’articolazione, la protesi inversa modifica il centro di rotazione della spalla, spostandolo verso il basso e medialmente, permettendo di compensare l’assenza della cuffia dei rotatori. Per questo motivo, il protocollo di riabilitazione deve essere adattato alle nuove dinamiche articolari.
Fase pre-operatoria: preparazione al recupero
Già prima dell’intervento chirurgico, è utile impostare un programma di esercizi per mantenere il più possibile la mobilità della spalla e il tono muscolare del deltoide, che diventerà il principale motore dell’articolazione dopo l’impianto della protesi. Un buon condizionamento muscolare pre-operatorio aiuta a migliorare i risultati del recupero post-operatorio.
Fase 1: Immobilizzazione e controllo del dolore (0-4 settimane)
Quando la spalla viene operata, è necessario un primo periodo di immobilizzazione con un tutore per permettere la guarigione delle strutture. Durante queste settimane, il focus riabilitativo è sulla riduzione del dolore e del gonfiore attraverso mobilizzazioni passive eseguite dal fisioterapista e l’educazione del paziente sui movimenti da evitare. Particolare attenzione viene data alla protezione della componente glenoidea e al corretto utilizzo del tutore per prevenire complicazioni.
Fase 2: Recupero della mobilità e attivazione muscolare (4-8 settimane)
In questa fase, si introducono esercizi attivi assistiti per migliorare progressivamente la mobilità della spalla, con particolare attenzione alla rotazione interna e all’elevazione del braccio. Gli esercizi mirano a riattivare il deltoide e i muscoli scapolari, fondamentali per il movimento della nuova articolazione. Il paziente inizia a svolgere attività funzionali leggere, sempre sotto controllo fisioterapico.
Fase 3: Rinforzo e recupero della funzionalità (8-12 settimane)
A questo punto, il focus si sposta sul recupero della forza muscolare e della stabilità della spalla. Gli esercizi diventano più intensi e mirati a migliorare il controllo motorio dell’articolazione, permettendo al paziente di riacquistare gradualmente l’autonomia nei movimenti quotidiani. La riabilitazione viene adattata alle esigenze specifiche di quei pazienti che necessitano di recuperare abilità particolari per il loro stile di vita o professione.
Fase 4: Ritorno alle attività quotidiane e sportive (oltre 12 settimane)
Il recupero completo della funzionalità può richiedere diversi mesi. Gli esercizi in questa fase sono finalizzati a migliorare la resistenza muscolare e a rendere i movimenti più fluidi ed efficienti. Le capacità funzionali dopo una protesi inversa dipendono da diversi fattori, tra cui la qualità del recupero riabilitativo e l’impegno del paziente nel seguire il programma terapeutico.
In conclusione, una riabilitazione ben strutturata è essenziale per ottenere il massimo beneficio dall’intervento, migliorare la qualità della vita e permettere un ritorno sicuro alle attività quotidiane.
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